Dall’incontro con Sabrina Bevilacqua
L’arte del massaggio è nata con la vita; il contatto, infatti, è una necessità primaria e irrinunciabile dell’uomo, esso ci permette di entrare in relazione con l’altro in modo molto efficace e profondo.
Non soddisfare questo bisogno di contatto fin dal primo periodo di vita potrebbe sviluppare nell’adulto paure e diffidenza.
Il senso del tatto si forma nel feto già all’ottava settimana di gestazione e necessita di un ambiente favorevole per potersi sviluppare al meglio.
L’ambiente che circonda la mamma in gravidanza è fondamentale a questo fine.
Ogni madre, anche inconsapevolmente, durante la gravidanza, massaggia il suo bambino e si lascia massaggiare da lui, interpretando istintivamente i bisogni e i desideri che egli esprime tramite movimenti e posizioni. Questo permette di creare una relazione precoce con il bambino.
Tutto il nostro corpo è in grado di percepire il contatto, non solo le mani, la bocca. Anche i suoni vengono percepiti a livello tattile, in quanto vibrazioni. Anche per il senso del gusto è importante la percezione a livello tattile, pensiamo alla consistenza del cibo, alla temperatura del cibo.
E’ fondamentale perciò permettere che il senso del tatto si possa sviluppare.
Massaggiare una mamma in gravidanza permette di sviluppare un’ empatia sensoriale tra la mamma ed il bambino dentro l’utero. La pelle è un organo estremamente selettivo che ci consente di raccogliere molte informazioni. Il massaggio ci fa ritrovare quel senso di accoglimento che si vive in utero.
Il contatto, come modalità di entrare in relazione profonda e trasparente, è un linguaggio universale.
L’allattamento al seno, oltre all’aspetto nutrizionale, soddisfa anche il bisogno primario di contatto. Aver vissuto queste esperienze, come essere passati attraverso il canale da parto, crea dei presupposti diversi anche a livello tattile.
I bambini usano il tatto come modalità di incontro, nella misura in cui sono stati abituati a farlo, questo perché i bambini apprendono soprattutto da ciò che vivono; percepiscono molto più attraverso modalità non verbali che verbali. Il massaggio fin da quando sono molto piccoli, ci permette di insegnare loro ad utilizzare il tatto come modalità di comunicazione che può essere utile nei momenti di difficoltà (per esempio l’adolescenza), quando è difficile esprimersi con le parole.