Cubibì


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apolina jeans

Apolina è un’ape speciale. Vive in un alveare con le sue compagne, raccoglie il polline e produce il miele, e tuttavia pensa, racconta (è lei a narrarci questa storia), sente e soffre come noi. Anche se si presenta come tutte le api del mondo- a parte la tutina di jeans che indossa da sempre- c’è nel suo essere qualcosa di umano. Così come umane sono le avventure che affronta insieme alle sue amiche. Apolina si sente un’ape e una personcina allo stesso tempo: non smette di ricordarci che è un insetto, eppure ha mani, ginocchia, guanciotte.
Le sventure non tardano ad arrivare nella piccola comunità: la cattivissima Miller, in una presa del potere da colpo di stato, stabilisce nell’alveare un sistema che ricorda un vero e proprio regime poliziesco, privando Apolina e le sue amiche della libertà. Incomincia una vita impossibile per tutte, persino per l’ape-ballerina che era sempre così pronta a danzare con gioia.
Ma possiamo pensare che Apolina accetti questi soprusi e si arrenda a quella che pare una condizionesenza via d’uscita? Naturalmente no. Mentre cresce la voglia di vedere i cattivi puniti e le api buone ricompensate (ma ci riusciremo?), la nostra ape ci costringe a concentrarci sul messaggio del suo racconto: mai arrendersi, mai far diventare il gioco facile per che vuole sottomettere e umiliare noi e chi ci sta intorno.
E quando troviamo qualcuno disposto a darci una mano, non pensiamo che possa fare tutto per noi: quello che potrà fare sarà a ritrovare la forza, voglia di cambiare le cose e certezza di potercela fare; che però sono da quanche parte nascoste dentro di noi.

Angelica Editore 2008
Autrice: Vilma Vinci
Illustratrice: Elisabetta Salaveni
vedi foto



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